«Dalla città di Schleswig, insieme a Hacone Guancia Tagliata, veniva Tummi il Navigatore, sotto la guida delle condottiere Hetha e Visna, cui la natura aveva infuso una tempra virile dentro un corpo di donna. Anche Vebiorga, dotata di quello stesso spirito, aveva al seguito Bo figlio di Bramo e Brat lo Iuto, che ardevano dal desiderio di combattere. […] Hetha, circondata da seguaci ardimentosi, condusse con sé in guerra un drappello di armati […]. Ecco ricordate le ragazze, educate non soltanto alla cortesia ma anche alla guerra, che guidavano le fanterie e sul campo di battaglia.»
Saxo Grammaticus, Gesta dei re e degli eroi danesi (Libro VIII, prima parte).
La donna nordica godeva di una notevole indipendenza e autorità rispetto alle contemporanee europee: gestiva la fattoria e i beni in assenza degli uomini, commerciava e poteva perfino chiedere ed ottenere il divorzio dall’uomo sposato. Non solo, ma così come evidenziato da Saxo Grammaticus, poteva scendere sul campo di battaglia per combattere al pari dei guerrieri maschi, tesi questa avvalorata secondo alcune evidenze archeologiche e saghe.
L’esistenza di donne guerriere è supportata anche da scoperte archeologiche, come la famosa tomba di Birka (Svezia), dove un’analisi del DNA ha confermato che i resti ritrovati appartengono ad una donna guerriera di alto rango, sepolta con le rispettive con armi.
Che fosse o meno una Skjaldmær (Fanciulla dello scudo), il ruolo della donna nell’antico Nord ha rivestito una certa importanza, sia in ambito storico sia spirituale.
La stessa Lagertha ben conosciuta soprattutto attraverso la serie televisiva di Vikings, è una figura descritta dallo stesso storico danese Saxo Grammaticus, il quale la cita come una donna “dal cuore di uomo” che combatte in prima linea con i capelli sciolti durante l’invasione norvegese da parte del re Frø.
Thyra Danebod morta intorno 957 d.C. è considerata la prima regina consorte di Danimarca, moglie di re Gorm il Vecchio. E’ nota come Danebod (orgoglio o difesa dei Danesi) in quanto le fu accreditata la costruzione di un’imponente sistema di fortificazioni difensive nel sud del Schleswig per proteggere la Danimarca dai Germani. La sua figura è commemorata sulle pietre Runiche di Jelling.
Auðr Ketilsdóttir, conosciuta anche come Auðr la Profonda, dopo la morte del marito e del figlio in Scozia, giudò una spedizione verso l’Islanda dove si insediò colonizzando la zona di Dalir.
Sigríðr la Superba, una figura vissuta tra il X e XI secolo, regina consorte di Svezia e Danimarca, nota per la sua forte volontà e spietatezza. Fu regina di Erik il Vittorioso e poi di Sweyn Barbaforcuta, svolgendo anche un influente ruolo politico. Benché la sua storicità sia dibattuta, la sua figura appare molto chiaramente nella saga di Olaf Tryggvason col quale entrò in conflitto poiché lo stesso pretendeva da lei che rinnegasse la fede negli Dèi. Sigríðr ovviamente si rifiutò e Olaf la schiaffeggiò pubblicamente provocando la sua ira. Divenne quindi moglie di Sweyn Barbaforcuta unendo le forze contro lo stesso Tryggvason e contribuendo alla sua caduta. Il soprannome che si è guadagnato, Superba, stà ad indicare una donna orgogliosa ambiziosa e forte, degna della cultura vichinga.
Velleda, I secolo d.C., era una Völva della tribù germanica dei Bructeri, che ispirò la rivolta Batava contro l’impero romano. Tacito in De Origine et situ Germanorum afferma che Velleda «esercitava una vasta autorità, secondo un’antica testimonianza germanica per cui s’attribuiscono a molte donne il dono della profezia e qualità divine». Le donne inoltre erano viste come depositarie della saggezza e mediatrici del sacro. Sempre Tacito scrive: «Abbiamo visto noi romani, al tempo del divo Vespasiano, Velleda esser considerata da molti come un dio».
Gambara (IV secolo) regina dei Longobardi e madre di Ibor e Aio. Fu lei che si oppose al pagamento di un tributo che i Vandali volevano imporre alla sua Tribù (all’origine conosciuta come Winnili) e a scegliere di dirimere il contenzioso attraverso l’uso delle armi.
Regine, strateghe, consigliere, guerriere, profetesse, leader…
Eppure l’importanza del ruolo della donna nordica discende ancor di più dall’ambito spirituale: Gyðjur (Sacerdotesse), Fylgjur (Spiriti Protettori che talvolta prendono sembianze umane), Nornir (Norne), Völur (Veggenti), Valkyrjur (Figlie adottive di Odino)… come non vedere le connessioni e l’importanza che il Femminile, spirituale e materiale, aveva e ha nella nostra Tradizione?
Il 9 di marzo vengono Celebrate tutte le Donne della Tradizione Nordica. Heill!
