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“Nella prima Età del Ferro, le fattorie erano generalmente disperse e di solito consistevano in una “longhouse” come residenza per una famiglia e almeno alcuni dei suoi animali, insieme a una o due costruzioni annesse.
L’immagazzinamento e la lavorazione del cibo richiedevano grandi recipienti di stoccaggio o silos (costruzioni per la conservazione e il deposito di foraggi, cereali, ecc) incorporati, nonché macinatoi o mortai per il grano. Le strutture annesse alle case erano normalmente utilizzate per attività artigianali come la lavorazione del ferro, la produzione di ceramica o la tessitura. Alcuni esempi di questi annessi hanno prove che indicano un uso come residenza, forse stagionale o per altri abitanti della fattoria. Questi agricoltori coltivavano cereali, come orzo e semi oleosi, e allevavano bovini, ovini e suini. L’importanza delle colture rispetto alla produzione di animali domestici è variata notevolmente nel tempo (Hedeager 1992, Robinson 1994).
Le relazioni sociali sembrano essere state in gran parte egualitarie, grazie alla natura relativamente semplice degli insediamenti, alle dimensioni delle case e del contenuto delle tombe”.

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Tratto dal libro: ANCIENT SCANDINAVIA. An Archaeological History from the First Humans to the Vikings. Oxford University Press, 2015 (pag. 258)
Autore:T. DOUGLAS PRICE
Traduzione: Mánakona Úlfdóttir
Photo: Shutterstock