Vegvisir e Galdrastafir

Il Vegvisir è un simbolo di origine islandese a carattere magico ritrovato in un manoscritto del 1880, l’Huld Manuscript, composto da Geird Vigfusson. Poco si sa circa questo simbolo se non che era abitudine tracciarlo sulle navi per non perdere la rotta nel cattivo tempo.

“Beri maður stafiþessa á sér villist maður ekki í hríðum né vondu veðri þó ókunnugur sá”, si traduce pressappoco con “Se qualcuno porta con sé questo simbolo, non perderà mai la propria strada nella tempesta o nel cattivo tempo, anche se percorre una strada a lui sconosciuta”. Questa è la frase che accompagna il Vegvisir, uno dei pochi simboli magici che sono stati trovati solamente in Islanda.

Il Vegvisir si può reperiresteso in tre varianti:

  1. in forma quadrata come nel manoscritto di Huld
  2. in forma rettangolo-lineare, che ritroviamo sempre nel manoscritto in questione pur presentando delle differenze grafiche rispetto al primo
  3. all’interno di un cerchio (quello più conosciuto)

Da segnalare comunque che tale simbolo ad oggi non risulta essere mai stato trovato su reperti rinvenuti di navi vichinghe e il fatto che appaia solo in Islanda nel 1880 potrebbe far sorgeredei dubbi sul suo uso da parte dei vichinghi. Un’ipotesi potrebbe essere quella che tale simbolo sia stato creato per scopi protettivi in ambito esoterico-spirituale e che il “non perdere la propria strada nella tempesta” sia un’allegoria del Percorso a cui un Iniziato è chiamato.

Immagine acquisita dal web

Discorso diverso si fa per i Galdrastafir, che spesso hanno a che vedere con le Rune e che però utilizzano sistemi operativi diversi. Da più parti, ma soprattutto in epoca medioevale, si è supposto che il termine galdrastafir volesse dire “bacchetta magica”. E’ un’attribuzione non completamente esatta che risente a mio avviso di interpretazioni soggettive. Nella scomposizione del nome norreno galdra-stafir infatti, si può notare come la prima parola sia direttamente connessa con i “canti magici” (galdrar) e quindi starebbe ad indicare formule verbali cantate o sussurrate, incise su bastoni di legno (stafar in antico nordico).

Immagine acquisita dal web

Il termine galdr (singolare) per estensione è stato utilizzato talvolta anche per indicare la magia e da qui probabilmente l’idea del bastone (stav o staf) magico. Più credibilmente il termine galdrastafir starebbe ad indicare dei bastoni-bacchette sui quali venivano incise in runico formule magiche ben precise volte araggiungere un determinato obiettivo. In magia l’utilizzo di vegetali, pietre e ossa unito all’uso delle Rune permette di trasmettere un “comando” mirato a ottenere un risultato. Ossa e vegetali, benché non più completamente attiviin quanto separati dalla matrice originale (animale o albero), mantengono all’interno del loro nucleo una vibrazione in grado di svolgere egregiamente la funzione di “trasmettitore”.

TRATTO DAL LIBRO: RUNE: LA CONOSCENZA ARCANA




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