16 novembre, 2018

Il Viaggio Sciamanico

In quest’epoca, quando si parla di Viaggio Sciamanico esiste una certa confusione. Il cosiddetto Viaggio è a tutti gli effetti un’estasi, quello che oggi si potrebbe definire viaggio extracorporeo, cioè un’uscita del proprio spirito dal corpo fisico, esperienza che può avere finalità diverse. Per accedere a tale condizione lo Sciamano del Nord utilizza diversi metodi che contemplano o meno l’uso di sostanze psicotrope. Il Bragafull (la Bevuta Rituale), Fuochi e Tamburi, l’uso della resina del tasso e l’utilizzo del cavalluccio di legno con teschio di cavallo, rimangono metodi che vengono tutt’ora utilizzati per indurre l’estasi. Di epoche più recenti è l’utilizzo della “Casa degli Antenati” (una sauna rituale che prevede il contatto e l’influsso dell’alito di Odino, dio sciamanico per eccellenza proveniente dal Tempo Mitico). Oggigiorno però, a causa di una cultura eccessivamente razionale e spesso fuoriante, nella Tradizione scandinava si ricorre prima all’utilizzo dell’instasi: il Viaggio Interiore. Cito dal mio libro Sulle tracce dello Sciamanesimo Scandinavo dalle sue origini ai giorni nostri: “Contestualmente è necessario uno studio sugli elementi del Mito e di talune saghe, nonché la conoscenza teorica e pratica dei Nove Mondi. L’applicazione di questa conoscenza, in base alla realizzazione del proprio ruolo, dovrà tenere in considerazione inizialmente la sola instasi (viaggio all’interno di sé) e successivamente l’estasi sciamanica. Il Viaggio interno si rende necessario in questa epoca perché il Praticante deve apprendere quali sono i suoi blocchi e meccanismi più profondi, legati ai propri nove mondi interni. Tale viaggio non è un processo di immaginazione attiva, né un processo psicologico di alcun tipo. La psicologia, che attiva la sola sfera mentale, porta l’individuo verso l’interno per comprendere una realtà quotidiana, mentre lo sciamanesimo gli permette di conoscere i suoi nove mondi interiori connessi a quelli della tradizione nordica, proiettandolo di conseguenza nella dimensione esterna dell’invisibile e del divino.

Immagine acquisita dal web

Lungo questo cammino egli impara a comprendere maggiormente se stesso in relazione al mondo circostante, riuscendo a gestire la propria vita in funzione di una visione più ampia.
Oggi la conoscenza dei nove mondi interiori è più che mai necessaria a causa del processo involutivo che è avvenuto nel corso degli ultimi millenni.”

Pertanto oggi prima di procedere con tecniche che permettono al Praticante di proiettare il proprio spirito fuori dal corpo, è necessaria una maggior conoscenza interna che funge anche come preparazione alla fase successiva. Si consideri anche che un’uscita dal corpo senza un’adeguata preparazione potrebbe rivelarsi deleteria da un punto di vista psicologico, perchè è un’esperienza completamente assimilabile alla morte fisica. Quando si parla di Viaggio pertanto, sarà necessario capire se si tratta di Instasi o di Estasi, badando bene a non confondere le due esperienze.




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