19 ottobre, 2018

Riti e Celebrazioni che osserviamo

Premesse:

Al tempo dell’insediamento di Odino in Scandinavia intorno al 2000-2500 a.C. venivano osservati solo tre Riti principali:  La fusione con il popolo dei Vanen portò all’inserimento di Riti legati alla Terra. Con il trascorrere dei secoli, ulteriori Celebrazioni furono aggiunte sia in omaggio a momenti o personaggi ritenuti di valore, sia in relazione a rapporti sociali che i norreni strinsero con altre popolazioni. Celebrare i vari momenti, oltre quelli più strettamente tradizionali, è una scelta del Kinðr e dell’individuo stesso. Per ciò che ci riguarda riteniamo che alcuni passaggi annuali, pur non essendo squisitamente tradizionali, siano oggi da considerarsi in funzione delle condizioni energetiche del nostro pianeta (Solstizi ed Equinozi per esempio) che si riflettono inevitabilmente sull’individuo e su tutta la comunità. E’ questa una caratteristica del neo-paganesimo alla quale per scelta ci associamo.

Anticamente i momenti non erano scanditi dal calendario gregoriano ma da un calendario lunare di 13 mesi, pertanto oggi, dovendo gestire Riti e Celebrazioni in conformità con il calendario moderno, facciamo riferimento ai movimenti della Natura considerando le fasi lunari e tenendo per i Riti una scansione temporale di circa 15 giorni, cercando di essere il più fedeli possibile a Riti e Celebrazioni antiche.

Non teniamo in considerazione alcun “anno runico” come invece fanno altri gruppi Ásatru.

L’inizio dell’anno lo consideriamo con l’avvento delle Notti d’Inverno (Vetr-Nætr), in conformità del fatto che il Giorno nasce sempre dalla Madre Notte.

È necessario fare inoltre una distinzione tra festività, Blottar e celebrazioni. Le festività sono momenti di festa condivisa che può durare, come accadeva nei tempi antichi, anche più di un giorno. La festa è conosciuta tradizionalmente come Veizla, un banchetto formale ricco di cibo e bevande che venivano condivise tra i presenti. Talvolta veniva allestito uno spazio leggermente separato dal banchetto principale, dove erano poste su piatti le offerte di cibo (generalmente le parti migliori), che venivano donate agli Dèi e durante le bevute, gli Dèi stessi venivano chiamati e invitati a partecipare al veizla.

Immagine acquisita dal web

Il cibo offerto viene deposto successivamente nel fuoco sacro, partendo dal princìpio che esso è un trasmutatore di grande potenza e che, per sua natura, permette un rapido trasferimento ai Piani Superiori (si veda per esempio il rito funebre vichingo). Qualora ci fossero anche offerte di Landvættir, queste vengono deposte su rocce nel bosco che per l’occasione diventano altari naturali. Il veizla era presente sia nei Blottar che nelle Celebrazioni. Un Blót è un Rito mediante il quale veniva sacrificato un animale e asperso l’altare con il suo sangue. L’animale veniva poi bollito e mangiato, mentre la parte migliore veniva offerta agli Dèi, diventando così un pasto rituale in condivisione con le divinità. Oggigiorno, a meno di non essere un allevatore di bestiame o pollame, tale pratica diventa anacronistica e viene sostituita con l’uso di vegetali, che seppur il loro sangue non sia di colore rosso, essendo esseri viventi, hanno tuttavia una loro funzione sostitutiva nel Rito stesso mediante un rituale analogo. Le Celebrazioni sono invece momenti di riunione e di festa per ricordare personaggi ritenuti importanti e dei quali si vuole omaggiarne il ricordo. Entro tali Celebrazioni si annoverano anche momenti particolari, il cui compito è quello di sintonizzare il partecipante con la condizione energetica che propizia il momento: Walpurg per la purificazione mediante fuoco o Hǫkunótt che sancisce l’inizio del periodo estivo, solo per fare due esempi.

Riti e Celebrazioni

Le date sono indicative. Per i Riti più importanti si deve tenere in considerazione che nel nord Europa le stagioni erano diverse rispetto al centro-sud. Inoltre sempre per i Riti principali si tenga in considerazione che venivano fatti in luna crescente, e che, per finire, il calendario anticamente era lunare e non solare. Pertanto i mesi erano 13 (come le lune piene) e non 12 come indicato dal calendario gregoriano.

 

 

 

 

 

 

 




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