14 aprile, 2024

Álfablót

Álfablót

Si tiene verso la metà di novembre e non necessita della fase di luna crescente. E’ un sacrificio famigliare e quindi tenuto in forma privata e officiato dal capofamiglia. Di questo blót Snorri Sturlsson ci informa che nasce in  Svezia con un’espansione successiva in tutta la Scandinavia. Il blót ha la funzione di richiedere la protezione degli Elfi Scuri per i propri Antenati e di rivivificare la forza vitale della famiglia che è collegata ai propri Avi.

Immagine acquisita dal web

Nel contesto attuale il blót ha la stessa funzione, benchè i defunti delle attuali famiglie non siano sempre strettamente connessi alla Tradizione. Non manca in ogni caso la richiesta di protezione anche per gli Antenati più lontani e oggigiorno non direttamente conosciuti (Goti, Longobardi, Svevi, ecc..). La Stirpe del Sangue è sempre presente e viene tramandata attraverso le centinaia e migliaia di anni.

“Hræðumk ek við Óðins, erum heiðnir vér, reiði.”
“Temiamo l’ira di Odino, siamo pagani!”
(Austrfararvísur, Sigvatr Þórðarson)
Quando l’inverno era alle porte, i popoli norreni compivano un sacrificio per gli elfi. Era chiamato Álfablót e si teneva verso la fine dell’autunno, dopo il periodo dell’ultimo raccolto.
Non si trattava di un grande sacrificio pubblico, ma ciascuna famiglia lo svolgeva in privato, nella propria dimora.
Gli elfi, nel mondo norreno, erano creature appartenenti al reame ctonio, e in questa occasione li si pregava affinché avessero cura dei defunti.
Oltre a un sacrificio di origine animale, veniva offerto agli elfi anche un albero di melo. Secondo la tradizione, la mela è simbolo di morte, ma anche di immortalità, e l’albero che le produce è uno dei più cari al popolo nascosto.
Lo scaldo Sigvatr Þórðarson ci racconta la sua esperienza, per nulla positiva, con questo rito. Giunse in Svezia dopo un lungo e faticoso viaggio, desiderando solo un posto caldo in cui riposare, ma per sua sfortuna era in corso l’Álfablót e perciò tutte le dimore erano chiuse per lo svolgimento del sacrificio privato.
Nessuno lo accolse, poiché tutti temevano le ire di Odino, e pertanto lo scaldo compose dei versi, augurando alla popolazione inospitale di essere divorata dai troll.”
Fonte: I Miti Norreni, il libro illustrato
Autrice Mila Fois

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