Ospitalità

Presso gli antichi l’ospitalità era sacra. Essa prevedeva la possibilità di accogliere nella propria casa amici e conoscenti, ma anche quella di aiutare uno sconosciuto viandante (sotto le cui vesti talvolta si celava Odino) con cibo e ricovero permettendogli di riposare e di ristorarsi. Una richiesta di aiuto questa che non poteva essere negata. Oggi, malgrado i tempi siano cambiati e diventati per molti aspetti forse più pericolosi rispetto ad una volta, l’ospitalità rimane comunque una regola a cui adempiere. Essa segue una linea di pensiero tenuta in grande considerazione nel passato mediante la quale ci ricollega ad un modo di agire caratteristico della nostra Fede.

C’è bisogno di fuoco per chi fa ingresso e ha le ginocchia gelate; di cibi e di vestiti abbisogna l’uomo che ha percorso la montagna. D’acqua v’è bisogno per chi viene a banchetto, di asciugamani e di inviti gentili, d’animo ben disposto, se possa procurarselo, di parole, di pause di silenzio.”

Hávamál stanze 3 e 4




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