Etenismo e frange etene

Lo scritto che segue non è “farina del nostro sacco”, ma una sintesi di informazioni che si possono trovare in rete. Si è voluto in tal modo portare un po’ più di chiarezza sulle varie frange etene, basandoci sulle informazioni recuperate e che ci sembrano degne di fede.

Si ringrazia Wikipedia per l’ampio parco di informazioni fornite.

L’etimologia del termine eteno non deriva presumibilmente da una sola lingua ma da una parola che presenziava sotto differenti forme in differenti idiomi.

Viene usato per indicare tutte quelle religioni politeiste che si rifanno all’antica religione nordica e che si presenta suddivisa in una serie di tradizioni relativamente diverse, alla base delle quali stanno però i medesimi insegnamenti e filosofie, sebbene esistano distinzioni anche di carattere dottrinale e di approccio alla religione stessa.

L’Etenismo propone una nuova visione del mondo attraverso la sua teologia panteistica.

L’identificazione della Divinità con la natura rende questa sacra e pertanto ogni più piccola espressione dello sviluppo del mondo è vista come una manifestazione dello spirito divino che costituisce ogni cosa. Da questa concezione scaturisce una valorizzazione nei confronti della vita umana e del rapporto dell’essere umano con sé stesso e con gli altri. L’uomo non è più visto come nella visione del mondo giudaico-cristiana un essere eletto, superiore alla natura e a tutti gli altri animali ma parte ed espressione del tutto. Ogni singolo aspetto della natura intima dell’uomo viene sublimato e sacralizzato, a partire dalla sessualità.

L’etica dell’Etenismo è forse la caratteristica dottrinale che più avvicina le varie denominazioni tra loro.

A dispetto di un sistema teologico e cosmologico comune, le varie religioni etene sono organizzate dottrinalmente e istituzionalmente in modo molto differenziato. Mentre certi gruppi, in particolare tedeschi e statunitensi, manifestano atteggiamenti di circoscrizione della propria dottrina in base a fondamenti etnici e razziali (il caso delle organizzazioni wotaniste e irministe), le istituzioni asatruar, vanatruar, odiniste, teodiste e heidinn sono orientate verso un atteggiamento più universalistico.

Recentemente le tre maggiori organizzazioni degli Stati Uniti, vale a dire l’Assemblea Asatruar Popolare, l’Alleanza Asatruar e il Troth, hanno esplicitamente denunciato qualsiasi associazione con gruppi razzisti. Esisterebbe inoltre un certo antagonismo tra i neonazisti e gli aderenti dell’Etenismo. La maggior parte degli eteni vede infatti il nazismo come un’indesiderata filosofia totalitaria incompatibile con i valori sostenuti dalla religione nordica.

L’intero sistema della concezione cosmologica dell’Etenismo è espresso metaforicamente dalla mitologia e in particolare dal mito in cui Odino, Vili e Ve smembrando il gigante Ymir, traggono dal suo corpo gli elementi della natura. Il mito esprime chiaramente la derivazione di tutte le cose da una fonte primaria e da un mettere ordine da parte delle potenze divine a un caos informe ancestrale. Esso esprime chiaramente come la cosmologia etena sia basata su un concetto di evoluzione e trasformazione degli elementi.

Punti che meritano una particolare attenzione sono: l’Yggdrasill, l’Albero del Mondo, che è la rappresentazione del divino che affonda le sue radici e le sue frasche in ogni cosa che esiste, andando a nutrire la materia di tutte le cose con la sua energia. Importante nella cosmologia etena è il concetto della ciclicità. La realtà è composta da cicli eterni che sono percepibili in qualsiasi cosa e in qualsiasi processo che avvenga a livello umano e non umano. Così vale per la vita dell’essere umano e di qualsiasi altro essere vivente, la quale dopo la fine trova sempre un nuovo inizio, che per gli eteni porta all’unione con il tutto e alla reincarnazione.

Il destino di una persona non è un fattore già stabilito, ma si modella con l’evolvere della vita della persona stessa. Nota personale: una distinzione in tal senso è necessaria tra il concetto del Fato ineluttabile (Orlog) tessuto dalle Tre Norne e il concetto del Wyrd, cronologicamente più recente e rielaborato dal concetto principale dell’Orlog. Il Wyrd è la Tela sulla quale è possibile intervenire per modificare gli eventi dell’individuo, attraverso le scelte che la persona compie continuamente, ma anche attraverso l’uso delle Rune.

Componente fondante dell’etica etena è il rispetto della natura scaturente dalla concezione di sacralità della stessa. I culti eteni comprendono anche una sorta di culto degli antenati e una tendenza all’animismo, ovvero alla venerazione degli elementi naturali come espressione più pura del divino.

La vita è uno dei processi sacri governati dalle leggi naturali che procedono in modo circolare, essendo lo spirito divino la potenza primordiale che infonde vita alle cose. La dottrina etena pone i propri fondamenti sui versi contenuti nell’Edda, la quale tuttavia non è considerata un testo sacro, ma un’opera mitologica, filosofica e morale. Nei versi eddici gli eteni trovano spiegazione alle questioni sul significato del mondo e della vita. Parallelamente la mitologia, che a differenza di quanto si crede non fu nemmeno in passato interpretata alla lettera, è vista come un insieme di racconti metaforici dai quali l’uomo può trarre significati etici.

Il panteismo accomuna la filosofia della maggioranza degli eteni. E’ la concezione che identifica il divino con l’universo stesso, sacralizzando l’immanente e non riponendo la fede in qualcosa di soprannaturale e trascendente. Il cosmo è diretta emanazione del divino e si costituisce attraverso gli eterni cicli che regolano l’aggregazione della materia di tutte le cose. Il principio divino è dunque la sostanza che costituisce il sostrato dell’esistenza e di cui tutte le cose sono fatte. Direttamente da questo ragionamento discende una concezione di sacralità che impregna la visione del mondo e della natura. Anche a seguito di ciò è emerso l’ecopaganesimo passa attraverso la sensibilizzazione riguardante questioni ecologiche e la diffusione di valori ambientalistici.

L’Etenismo non critica la tecnologia né predica la completa separazione dai beni materiali; le correnti più mistiche sono ostili piuttosto al decadentismo, al consumismo e al materialismo.

La prima corrente ad essere apparsa è cronologicamente l’Odinismo, incentrato tendenzialmente sulla figura di Odino quale divinità simboleggiante il tutto universale, ovvero il principio primordiale dell’esistenza, emanatore di tutte le cose e delle leggi divine che permettono all’universo di mantenersi in equilibrio.

Prima della seconda guerra mondiale e sotto l’influenza del misticismo germanico è da collocare la comparsa dei rami del Wotanismo  (emerso dalla predicazione di David Lane fondandosi sull’Armanismo mistico di Guido Von List) e dell’Irminismo,  una religione fondata sulla filosofia contenuta nel libro di Hjuka Coulter intitolato Germanic Heathenry. Fortemente contagiati da concezioni che unissero la tradizione germanica al misticismo cristiano, queste due branche vivono la spiritualità secondo un’ottica geneticistica, dunque etnocentrica, nazionalistica e spesso razzista; per questi motivi sono considerate parte della frangia etena estremistica.

Con l’ascesa del nazismo e in particolare della figura di Adolf Hitler, nonostante l’interesse di questi per l’esoterismo e l’occultismo, si concretizzò una diffusa ostilità nei confronti del Neopaganesimo con la persecuzione di numerosi gruppi eteni. La soppressione delle religioni della natura è da ricondurre anche all’influenza cristiana; il ventiquattresimo punto del Programma del Partito Nazista stabilisce infatti un’adesione dell’ideologia a un così definito Cristianesimo positivo. Le persecuzioni contro i neopagani e le associazioni mistiche da parte dello Stato nazista portarono alla morte di esponenti dei gruppi stessi. I nazisti vedevano l’Etenismo come a una superstizione primitiva che avrebbe causato problemi allo sviluppo dello Stato. La celebrazione di festività quali Yule e i solstizi non era infatti occasione per l’officiazione di riti religiosi, quanto un tentativo di imporre la venerazione di Hitler e dello Stato nazista quali missi del Dio cristiano.

Sotto l’influenza odinista nacquero in epoca relativamente recente l’Ásatrú e l’Heidni.

L’Asatrù è stata istituzionalizzata nel corso del decennio che separa il 1960 e il 1970. Ripropone in un’ottica essenziale e moderna il Paganesimo nordico, ovvero quella fase della mitologia germanica diffusa prima dell’arrivo del Cristianesimo in Scandinavia e in Islanda e sistematizzata durante l’epoca vichinga, così come descritta nell’Edda. Nel 1973 l’Ásatrú divenne religione riconosciuta dallo stato in Islanda. Particolarmente importante nella causa di riconoscimento fu l’influenza di Sveinbjörn Beinteinsson, sacerdote eteno (Gothi) fondatore dell’Associazione Asatruar Islandese, la prima organizzazione Asatruar formatasi.

Michael Strmiska, Vor Siður parlando dell’Asatruar Islandese dice: “Si può notare, come la sacralità nell’Odinismo sia l’assemblamento di più elementi diversi: gamme tratte dai miti, dai valori e dalle tradizioni associate ad antichi testi che affondano le radici nel patrimonio culturale umano. Espressione di tutto ciò è un grande amore per la terra e riverenza per le forze della natura, esperienze mistiche che mettono in contatto l’uomo con gli esseri soprannaturali che pervadono il cosmo. È una sacralità puramente islandese, profondamente radicata nel cuore arcaico dell’Islanda, ma è contemporaneamente una visione del sacro postmoderna, multiforme e senza dogmi. È un tipo di spiritualità non monolitica, che permette un approccio e un’interpretazione personali al divino, in pieno rispetto delle tradizioni pagane del passato.”

Nel corso degli anni l’Ásatrú è stato progressivamente legalizzato insieme ad altre denominazioni etene dai governi di molti Paesi quali l’Islanda dal 1973, la Norvegia dal 1994, la Danimarca dal 2003 e la Svezia dal 2007. Negli Stati Uniti, a dispetto del fatto che sia radicata sin dagli anni Settanta, la religione non è stata ancora riconosciuta ufficialmente. Sebbene l’intero movimento eteno sia classificato nella maggior parte dei casi come ricostruzionistico poiché riproponente un tentativo di ricostruzione della religiosità del passato, l’Ásatrú è considerato in molti suoi frangenti di orientamento eclettico.

L’Heidni enfatizza molto il contatto con la natura e la venerazione di questa, tanto da elevare gli elementi naturali al ruolo di divinità eclissando la figura delle divinità tradizionali etene. Enfatizza un panteismo puro eliminando il riferimento alla mitologia e alle figure divine e concependo semplicemente ogni cosa in funzione di divinità. Gli heidinn per questo motivo venerano la natura in senso letterale del termine. Trovano la divinità nelle piante, negli animali e nelle pietre. L’Heidni spazia nel tecnopaganesimo, che intende dare importanza anche alla sacralità del mondo tecnologico in quanto anche questo, per logica, facente parte del tutto essendo derivato dal mondo naturale e dunque dalla sorgente cosmica.

Vanatrú nasce come costola dell’Ásatrú da cui si contraddistingue per la venerazione delle divinità della natura chiamate Vanir, piuttosto che agli Aesir. Il Vanatrú si colloca pertanto in una posizione mediana tra l’Ásatrú, di cui conserva il teismo, e l’Heidni di cui condivide la devozione per il mondo naturale, ma rigettandone l’impostazione pandeistica.

L’Ásatrú e il Vanatrú sono simili e in un certo senso l’uno lo speculare dell’altro per motivi teologici.

Il Teodismo si divise dall’Ásatrú per focalizzarsi sul revivalismo del Paganesimo anglosassone. E’ simile alla religione asatruar ma offre una visione del mondo completamente diversa. L’impostazione del Teodismo è generalmente non geneticistica e quindi basata sull’accettazione di chiunque desideri aderire alla fede teodista accettandone il sistema sociale, sia che ciò valga per coloro che si convertono vedendo nel Teodismo la riscoperta delle radici religiose dei propri avi, sia per chi vuole aderire pur non vantando legami diretti con le popolazioni nordeuropee. Questa seconda situazione è di fatto frequente sul panorama multietnico dell’America settentrionale. La denominazione teodista propone infatti non solo una ricostruzione della filosofia religiosa, ma anche del sistema sociale dei popoli anglosassoni. Questa struttura è nella maggior parte dei casi esclusiva dell’organizzazione religiosa, non estesa alla sfera privata delle persone.

Fyrnsidù tradotto con “costume”, “tradizione” significa nella sua completezza “vecchia tradizione”. Il Fyrnsidù anglosassone è una denominazione divisasi dal Teodismo. Il Fyrnsidù scandinavo è una corrente pressoché identica all’Ásatrú ma differente sotto l’aspetto organizzativo e conserva l’antica forma norrena di Forn Sidr.

Odalismo, letteralmente “retaggio, eredità culturale”, teorizza uno stretto legame tra la nazionalità, la natura e la pratica religiosa. E’ una pratica tendenzialmente individualistica ed è incentrata sul concetto della Dea Madre.

L’Odianesimo enfatizza molto l’aspetto misterico e occultistico della religiosità etena, concepisce le divinità come rappresentazioni ideali delle ambizioni umane. Si basa estesamente sulla mistica legata alle rune, che divengono oggetto centrale del culto. l’Odianesimo infine sono singolari per il loro mettere in secondo piano il pantheon nordico per enfatizzare il primo la natura e il secondo l’essere umano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




Post Correlati

Questo sito utilizza cookie tecnici, cookie per condivisione sui Social Network e cookie analitici anonimizzati. Cliccando su accetta acconsenti all'utilizzo dei Cookie Vedi la Privacy Policy

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi