24 gennaio, 2019

Jólablót e Dísablót

Nell’Ynglinga Saga, secondo la Legislazione di Ódhinn, a metà inverno viene celebrato il secondo dei tre principali blót conosciuto come Jólablót, che viene ritualizzato alla chiusura del periodo di Jól (14-15 gennaio). Durante questo rito vengono eseguiti in onore di Freyr dei sacrifici per ottenere fertilità e prosperità.

A poca distanza da questo rito era stabilito si svolgessero i sacrifici alle dísir sempre ottenere crescita e fecondità. Questi sono conosciuti come Dísablót

Il termine dísir sta a significare “dea, sore.lla” e tali riti pur non essendo indicati nella Legislazione di Ódhinn, sono quasi certamente il risultato dell’unione tra Άsen e Vanen dopo la pace stipulata tra queste due popolazioni.

Nella Saga di Hervör si dice che il rito era officiato da una donna che aspergeva l’altare di sangue. Il rito si svolgeva di notte e in prossimità della luna piena. Altrove si menziona a questo culto come un rito tenuto in casa e in forma privata, tipico, secondo la G.C.Isnardi, delle zone orientali della Scandinavia.

Il termine dísaþing inoltre, designava un grande mercato che aveva luogo nell’antica Uppsala verso la fine di febbraio. Era un momento dove, oltre alla compravendita di merci, venivano stabiliti anche accordi di tipo giuridico, compromessi che avvenivano sotto la protezione di questo tipo di dísir, preposte alla fecondità.

Con il passare dei secoli la celebrazione di fine febbraio risulta essere anticipata nel periodo a cavallo tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio. Conosciuta come Brigantia (Imbolc per le popolazioni celtiche) in onore della dea Birgit, consorte di Ullr, il dio arciere. Secondo il calendario gregoriano inoltre appare nello stesso mese la festa di san Valentino, la cui icona è rappresentata da un cupido intento a scoccare una freccia, evidente retaggio dell’antica Tradizione Norrena.

Per le popolazioni celtiche Imbolc è ascritta alla dea Bride (la cui traduzione letterale è “Sposa”), una manifestazione simile alla dea norrena Sól che torna in vita dopo ogni morte apparente. Tutta la simbologia è riconducibile ai cicli delle stagioni e, in questo caso, alla preparazione del risveglio della Natura. E’ attraverso la ricorrenza dei celti che tale celebrazione viene assorbita dalla religione cristiana, trasformandosi nella festa della purificazione della Beata Vergine. Tale festività è conosciuta come la Candelora per le 13 candele bianche che venivano accese in segno di purificazione e che rappresentano le 13 lune piene dall’anno. In Irlanda, il culto della Beata Vergine si manifesta come giorno di S.Bride, che celebra S.Brigida, la continuazione della madre-dea nel suo aspetto di vergine. E durante tutto l’anno, quando una donna si veste di bianco per sposarsi, diventa la Sposa, la personificazione della Dea.

Immagine acquisita dal web

Brigantia è la festa della Luce crescente, paradossalmente il periodo più freddo dell’anno e anche quello in cui i giorni cominciano ad allungarsi in modo più evidente, così come l’ora che precede il sorgere del sole è sempre quella più fredda.

Nota importante




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