19 febbraio, 2018

Sentiero Ása-Ódhinn

Il Pantheon nordico annovera una certa quantità di divinità sulle quali spicca la figura di Odino.
Sia prima dell’arrivo nel Nord Europa del Popolo dalle Asce da Combattimento, gli Ӕsir altrimenti detti Άsen, sia dopo la pace siglata con le popolazioni autoctone della Scandinavia equiparate ai Vanen che sancisce l’unione di questi due popoli divini, Odino, in funzione della sua essenza e del suo potere, rimane il capo indiscusso di tutti gli Déi e di tutti gli uomini. Attraverso il Mito e le Saghe si intuisce facilmente come Egli detenga sin dall’origine dei tempi la sapienza arcana, essendo Egli stesso il più antico tra gli Déi (Forni è uno dei suoi appellativi la cui traduzione è Antico) e, nella Sua veste triadica, il creatore del mondo. Odino è il Primo Sciamano e colui che conosce per primo tutte le Arti che trasmette successivamente ai suoi fedeli e agli uomini, dando loro attraverso la Pratica, la possibilità di elevarsi verso il Piano Divino.
Ma Odino è anche il Primo Guerriero, colui che combatte mediante le Arti magiche di cui è capostipite.
A lui sono consacrati i Guerrieri Sacri delle Confraternite dei Berserkir e degli Úlfheðnar.
Padre e Maestro delle Sacre Rune, mediante i suoi incantesimi agisce sui mondi attraverso la Magia e il potere emanato dalle stesse.
Magie e incantesimi vengono dati agli uomini per essere usati con scopi diversi: dall’acquisizione della Conoscenza alla Guarigione; dall’ottenere benefici per sé e per altri alla protezione; dalla capacità di viaggiare nei Nove Mondi al mutare forma e aspetto; dal trascendere la mente razionale alla guerra, solo per menzionarne alcuni.
In funzione della Sua Essenza Odino è una divinità di non facile approccio, in quanto complessa e molto diversa da altre divinità (siano esse appartenenti al Pantheon nordico o meno) alle quali l’uomo si rivolge in quanto più vicine alle proprie abitudini.
Odino-Wotan è un dio che indica la Strada attraverso un modo di essere non così facilmente praticabile.
Il suo culto è tipico degli Sciamani a lui consacrati, re, eroi e cerchie di uomini votati all’autoaffermazione e alla guerra che a lui si affidano con cieca fiducia.
«Egli li rende invulnerabili o li chiama presso di sé nella Valhalla, dove vengono accolti dalle Valkyrie, sue figlie adottive» (G.C. Isnardi. I Miti Nordici. Ed. Longanesi 1997).
Odino non promette il paradiso, ma indica agli uomini il percorso da seguire lasciando ad essi l’arbitrio delle proprie azioni: la sua figura sembra dire “Se vuoi ottenere qualcosa, agisci in prima persona”.
Non chiede di essere pregato o di essere adorato come lui stesso afferma:

«meglio non essere pregati che ricevere troppi sacrifici:
sempre attende il dono d’esser ricambiato.
Meglio ignorato nelle offerte che troppo conosciuto.
Così incise Thundr prima che le genti esistessero:
là egli se ne andò donde era venuto.»
(Hávamál -145)

Il suo culto richiede una totale devozione e un certo carico di responsabilità e a tal proposito è necessario ricordare come uno dei suoi appellativi sia proprio quello di Dio del Fardello (Farmagoð-Farmatýr), cioè colui che porta sulle spalle il fardello del mondo.
È il dio della vita poiché dona respiro e vita agli uomini, e della morte per il suo costante contatto con questo regno che visita periodicamente: « l’uomo che lo veneri e a lui si consacri non dovrà temere né il sacrificio né la morte» (G.C. Isnardi. I Miti Nordici. Ed. Longanesi 1997).
Mago e negromante, veggente e poeta, sciamano e conoscitore delle cose più antiche, guaritore e guerriero, appare spesso come viandante sotto celate spoglie.
«Ódhinn era l’eccellente tra tutti e da lui essi appresero tutte le arti, poiché egli le aveva conosciute tutte per primo e inoltre [ne sapeva] più di chiunque altro. Va pur detto perché egli era tanto onorato: questi motivi inducevano [tutti a tributagli onore]: era così bello e nobile di aspetto, che, quando sedeva fra gli amici, a tutti rideva la gioia [nel petto]. Ma in guerra appariva tremendo ai nemici.» (G.C. Isnardi, Leggende e miti vichinghi, Ynglinga Saga. Ed. Rusconi, 1989).

Su Odino c’è e ci sarà da molto scrivere, ma in questo contesto ciò che doveva essere detto, è stato esposto.

Immagine acquisita dal web

Il Sentiero che seguiamo è quello di Ása-Ódhinn, un Sentiero che si dipana in tre principali Pratiche:

1- Rune: la Conoscenza Arcana e la Pratica magico-sacrale (Sciamanesimo Nordico e Pratiche derivate)

2- Medicina Sacra: Rune, Galdrar, pietre, piante, Circuiti e Tamburi

3- Úlfing, la Via del Guerriero: uso tecnico e spirituale delle armi tradizionali.      Il Guerriero Sacro e la sua Magia

Il Sentiero è particolarmente adatto a coloro che sentono un Richiamo verso la Via del Nord e le sue Pratiche. In modo particolare sentono una vicinanza con la figura del Grande Padre.

Nonostante ciò, in funzione dell’evoluzione dei tempi, parte di una delle tre Pratiche può essere percorsa anche da coloro che desiderano approfondirne la conoscenza senza necessariamente aderire al Sentiero stesso.

                                                                                                                                                        Úlfgaldr

Óss er aldingautr, ok Ásgarðs jöfurr, ok Valhallr visi.

Il Dio è l’antico immolato e il capo di Asgard e dell’aula dei morti prescelti il sapiente.

                                                                                                                                           Poema islandese

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